Funzionamento dell’impianto di condizionamento.
Cercherò di spiegare in maniera breve e semplice (forse non proprio semplice) il funzionamento di un impianto domestico di condizionamento.
Premessa:
Innanzitutto togliamoci subito la brutta abitudine di chiamare gas il refrigerante contenuto nell’impianto. Questo è scorretto. Solo i frigoristi o gli installatori più ignoranti si riferiscono ad esso con il termine gas! Per definizione, una sostanza di tipo aeriforme è considerata gas quando si trova ad una temperatura superiore a quella nota come “temperatura critica”, mentre è considerato vapore quando si trova ad una temperatura inferiore. (approfondisci a questo link).
Durante il funzionamento normale di un impianto di refrigerazione troveremo sempre il refrigerante al di sotto della sua temperatura critica ovvero in fase liquida e/o in fase vapore, quindi mai gas. Se non vogliamo fare distinzione, possiamo riferirci ad esso semplicemente come fluido refrigerante, fluido operativo, fluido frigorigeno, etc, ma gas è scorretto!
La scelta di usare un fluido che lavora sotto la sua temperatura critica è fondamentale, poiché un vapore può condensare a seguito di un aumento di pressione, invece un gas, per quanto lo si comprima, è incondensabile. Resterà sempre gas!!!
Infatti, la capacità di un fluido di cedere ed assorbire energia sotto forma di calore latente durante la condensazione e durante l’evaporazione è il principio alla base del funzionamento degli impianti di refrigerazione.
Come funziona in breve un frigorifero?
In breve, ogni impianto di refrigerazione è composto sempre da quattro componenti fondamentali:
Un compressore, una valvola riduttrice di pressione (valvola di laminazione) e due scambiatori di calore.
Il compressore aspira i vapori del fluido refrigerante, li comprime e li invia allo scambiatore di calore esterno ad una pressione tale che la temperatura di condensazione sia più alta della temperatura che regna all’esterno del locale da raffreddate.
Nello scambiatore esterno cedono calore e condensano.
Successivamente, il fluido passa attraverso la valvola riduttrice di pressione, opportunamente tarata affinché raggiunga una pressione tale che la temperatura di evaporazione sia più bassa della temperatura del locale da raffreddare. Quindi il fluido viene inviato allo scambiatore di calore interno, assorbe calore dal locale da raffreddare e ritorna vapore.
Il compressore aspira nuovamente i vapori ed il ciclo si ripete.

Semplice no? In realtà per far funzionare bene ed efficientemente un impianto di refrigerazione le cose sono più complicate e non basterebbe un libro per analizzare tutti i dettagli.
Vediamo un esempio d’impianto di condizionamento:
Vediamo dunque com’è fatto e come funziona un piccolo condizionatore d’aria. In basso ho disegnato uno schema verosimile di un impianto di climatizzazione a split singolo.
A sinistra c’è l’unità esterna, a destra quella interna.

Supponiamo che l’impianto funzioni in modalità raffreddamento.
Tratto 0-1)
In “a” è schematizzato il gruppo compressore + separatore del liquido refrigerante in eccesso.
Il compressore aspira i vapori del fluido refrigerante dal separatore e li comprime. Dato che la compressione si può supporre adiabatica il lavoro di compressione ha l’effetto di aumentare l’entalpia del fluido che uscirà dal compressore a temperatura e pressione maggiore di quella iniziale.
Generalmente, i fluidi usati negli impianti di refrigerazione sono tali che, a seguito di una compressione a partire dallo stato di vapore saturo, raggiungano lo stato di vapore surriscaldato. Però, faccio notare che questa non è una regola che vale per tutti i vapori, infatti alcuni fluidi ad alta massa molecolare, come per esempio i vecchi R-113, R-114, R-245fa, etc, possono condensare se compressi a partire dalla condizione di vapore saturo o ad essa prossima. Aspirare del liquido potrebbe danneggiare il compressore, quindi è bene che i vapori arrivino all’aspirazione del compressore leggermente surriscaldati (cioè a temperatura un po’ più alta di quella di fine evaporazione)
In “b” c’è la valvola a 4 vie e due posizioni ad azionamento elettrico, essa ha lo scopo di selezionare gli scambiatori di calore, facendo sì che l’impianto funzioni da condizionatore (raffreddamento) o pompa di calore (riscaldamento). In figura la valvola “b” si trova nella posizione di funzionamento a raffreddamento.
Tratto 1-2)
Il vapore surriscaldato in uscita dal compressore viene inviato allo scambiatore di calore “c” dell’unità esterna. Qui, incomincia a raffreddarsi e appena raggiunta la temperatura di saturazione, incomincia a condensare cedendo il “proprio calore latente di condensazione” all’aria esterna.(locuzione non esatta perché il calore non è una funzione termodinamica di stato, quindi non può appartenere al fluido)
Man mano che il fluido refrigerante procede lungo la serpentina, una frazione sempre maggiore di esso diventa liquida. Per questo, lo scambiatore di calore dell’unità esterna viene chiamato nel gergo tecnico “condensatore”.
All’uscita del condensatore, potremmo avere una miscela schiumosa di liquido e vapore o, se lo scambio di calore verso l’esterno è stato molto energico, come dovrebbe avvenire in un apparecchio ben dimensionato, liquido refrigerante sottoraffreddato.
Tratto 2-3)
Successivamente, la pressione del fluido refrigerante viene ridotta facendolo passare attraverso una strizione, cioè la valvola di laminazione “d”.
Ad un abbassamento della pressione corrisponde una temperatura di equilibrio liquido-vapore più bassa che viene raggiunta, per la maggior parte a spese del calore latente di vaporizzazione di una frazione della parte liquida, che evapora, ed in minima parte per l’espansione della frazione di vapore della miscela.
Quindi, dalla valvola di laminazione “d”, uscirà una miscela di liquido refrigerante con una percentuale di vapore maggiore di quella in ingresso ed una temperatura più bassa.
Tratto 3-0)
La miscela di liquido e vapore passa attraverso il rubinetto di mandata “e” per giungere allo scambiatore di calore dell’unità interna “f” (detto in gergo tecnico “evaporatore”).
La parte liquida è quella importante ai fini del raffreddamento, infatti, dato che la miscela dovrebbe trovarsi ad una temperatura di equilibrio liquido-vapore più bassa di quella dell’aria del locale in cui è installato lo split, essa assorbe dall’aria del locale la quantità di calore necessaria a vaporizzarsi e la raffredda. Una volta evaporata completamente la fase liquida, nell’ultimo tratto della serpentina dell’evaporatore, il fluido, ormai soltanto vapore, sale di temperatura rispetto a quella di evaporazione, cioè, si dice che si surriscalda. Il calore sensibile assorbito dal vapore (definito sensibile perché è calore che causa un aumento di temperatura) è modesto e trascurabile rispetto al calore latente di evaporazione della frazione liquida (definito latente perché durante il cambiamento di fase liquido-vapore è calore che non causa una variazione di temperatura del fluido).
Quando l’impianto funziona a regime, cioè dopo alcuni minuti che l’impianto è stato in moto e le temperature e le pressioni si sono stabilizzate, il rubinetto di ritorno “g” è attraversato soltanto da vapore surriscaldato segno che tutta la parte liquida immessa nell’evaporatore è stata vaporizzata, al limite, se nell’impianto c’è troppo refrigerante rispetto alla quantità di calore scambiata, vapore saturo.
Nella condizione di funzionamento a regime non può esserci di ritorno dall’evaporatore una miscela contenente una frazione liquida, altrimenti (se per assurdo fosse una condizione di regime) la parte liquida si accumulerebbe nel separatore di liquido, il cui livello sarebbe costantemente in aumento.
Quindi, il separatore, oltre a trattenere la frazione liquida che potrebbe danneggiare il compressore se aspirata, ha l’importante compito di regolare la quantità di fluido in circolo nell’impianto in risposta agli scambi di calore con l’ambiente!!!
Uno sguardo ai componenti dell’impianto
L’unità esterna
Ecco come si presentano i componenti dell’unità esterna dopo aver rimosso il carter che li racchiude.
In questa foto si vede il condensatore “c” ed il gruppo compressore “a” con il separatore di vapore e accumulatore di liquido in eccesso collegato all’aspirazione .
Guardando dal retro, si notano tutti gli altri componenti fondamentali dell’impianto.
In questa foto, la valvola a quattro vie che permette di commutare il funzionamento dell’impianto da condizionatore a pompa di calore. Da un lato c’è un tubo singolo, dall’altro ce ne sono tre. In questo tipo di valvole il tubo singolo è sempre collegato alla mandata del compressore, mentre quello centrale fra i tre del lato opposto è sempre collegato all’aspirazione del compressore.
Si nota che la valvola a 4 vie è composta da un cassettino che scorre all’interno di un manicotto. Un elettrovalvola più piccola smista il fluido in arrivo dal compressore a destra o a sinistra del cassettino causandone lo spostamento da un lato o quello opposto.
Nella foto in alto possiamo vedere un tubicino avvolto su diverse spire. Esso costituisce la valvola di laminazione, cioè un condotto capillare di lunghezza tale che la perdita di carico corrisponda al salto di pressione che si vuole ottenere nell’impianto.
Tuttavia, nel funzionamento in estate e poi in inverno, cioè nel funzionamento a macchina frigorifera o pompa di calore, le temperature del locale da condizionare e le temperature dell’ambiente esterno sono diverse. A diverse temperature di esercizio corrispondono diverse pressioni di condensazione e di evaporazione del fluido.
Dunque, per ottenere un buon funzionamento dell’impianto sarebbero necessari due condotti capillari, uno tarato per l’estate in funzionamento a macchina frigorifera ed uno in funzionamento invernale a pompa di calore.
Collegata alla valvola di laminazione mostrata in foto, si nota una valvola unidirezionale. Essa permette di bypassare un tratto del condotto di laminazione quando il fluido refrigerante lo attraverso secondo un verso.
In questo modo, dato che il verso di percorrenza della valvola di laminazione s’inverte tra macchina frigorifera e pompa di calore, è possibile ottenere due salti di pressione diversi a secondo del funzionamento dell’impianto.
Si vede inoltre, sulla destra della foto, il filtro disidratatore.
Lo schema elettrico dell’unità esterna.
Come si nota nelle precedenti foto e come si trova su tutti i compressori per il condizionamento o per la refrigerazione, il motore è protetto dai sovraccarichi e dai surriscaldamenti da un interruttore termico a lamina bimetallica che nello schema non è riportato. Vedi freccia nella foto in alto.
L’unità interna
L’unità interna è concettualmente semplice, ma in realtà è la parte più sofisticata di tutto l’impianto.
Ospita la scheda elettronica che, misurando tramite opportuni sensori i parametri di funzionamento dell’impianto e i parametri ambientali del locale da climatizzare, comanda le varie parti dell’impianto.
Aprire uno split non è semplice, perché i vari pezzi sono montati ad incastro ed è facile rompere qualcosa.
Rimosso il frontale, lo split in foto mostra l’evaporatore e la scheda elettronica sulla destra. Nella foto in alto, la freccia indica il sensore di temperatura dell’aria in ingresso nello split, cioè l’aria del locale. Nella foto in basso la freccia indica il sensore di temperatura del fluido che attraversa lo scambiatore di calore.
Volendo aprire ulteriormente lo split si rischierebbe di rompere qualcosa. A chi volesse approfondire, lascio una foto dello schema elettrico a blocchi di questo split in basso.


Tutto chiaro. Non conoscendo in dettaglio l’apparecchio non sono in grado di valutare la perdita di carico del lato liquido proveniente dall’unità interna e del lato vapore proveniente dall’unità esterna e quindi i limiti di lunghezza (compreso il delta P equivalente per ogni curva) della tubazione di collegamento delle due unità. Un installatore mi ha parlato di 5 metri che possono diventare 15 max a seconda del tipo installato.
Qualcuno può chiarirmi questo aspetto?
Ciao Luciano,
Il problema non è la perdita di carico nei condotti, che è trascurabile nei piccoli impianti.
Il problema è che essi costituiscono un volume aggiuntivo e la carica di fluido refrigerante andrebbe tarata a seconda della lunghezza dei tubi.
Tuttavia, esiste un limite: non si può indefinitamente aggiungere liquido refrigerante all’aumentare della lunghezza dei tubi.
Il pericolo è che, quando si spegne l’impianto le pressioni tra condensatore ed evaporatore si riequilibrano con passaggio di liquido nell’evaporatore, se c’è troppo liquido accumulato può essere aspirato di colpo al successivo avviamento causando danni al compressore.
La situazione più pericolosa si ha quando s’inverte repentinamente il funzionamento da pompa di calore a climatizzatore (o viceversa).
In tale circostanza si ci trova con lo split (che funge da condensatore) e uno dei condotti pieno di liquido, per di più in alta pressione. Quando s’inverte il funzionamento dell’impianto, tale liquido viene risucchiato nel separatore di liquido, che però oltre un certo limite può traboccare.
ottimo articolo..ah la fisica tecnica!
Bravissimo
Ciao bellissimo articolo.
Stavo cercando di capire il funzionamento generale in quanto ho un problema su un mio sharp che quando l’unita’ esterna viene colpita dal sole pieno non emette piu aria fredda.
Diversi tecnici nn hanno capito il problema e tutti mi consigliano di cambiarlo.
Approfitto per chiedere un tuo parere se puoi.
Ti lascio la mia email nel caso volessi rispondermi. Grazie
Salve Gianfranco,
Hai fatto misurare i parametri operativi del tuo impianto sotto il sole cocente? 🙄
Dato che non mi hai fornito molti dati per poter fare una diagnosi precisa,
escludendo eventuali altri guasti, come ad esempio una carica di refrigerante errata, posso soltanto dirti che ciò che scrivi del tuo impianto è un comportamento normalissimo se l’unità esterna si trova a lavorare a temperature molto alte.
L’installazione delle unità esterne sotto il sole battente o in prossimità di superfici che diventano calde col sole (es: lastrico solare) è sconsigliata.
I vecchi frigoristi, quando dovevano valutare come si sarebbe comportata una cella frigorifera al variare dei parametri operativi applicavano una semplice regola: “quello che succede al condensatore succede anche all’evaporatore e viceversa”.
Secondo questa regola se facciamo lavorare il condensatore ad una temperatura più alta, anche l’evaporatore lavorerà ad una temperatura più alta e quindi “non emetterà più aria fredda” 😉 .
Un bravo frigorista di tanti anni fa ti avrebbe spiegato il problema così.
I frigoristi di oggi… al più sono dei buoni idraulici, ma non hanno la minima idea dei principi di funzionamento di un impianto.
Voglio precisare che questa regola è valida solo per gli impianti che adoperano come organo di laminazione il tubicino capillare (tecnicamente denominati cap-system) non vale invece in altri tipi di impianti come ad esempio quelli con valvola di espansione termostatica (tev-system).
La regola, nel tuo caso, si spiega molto facilmente:
Se il condensatore lavora ad una temperatura più alta del normale, anche la pressione di equilibrio liquido-vapore nel condensatore sarà più alta del normale.
A causa di una pressione più alta, la portata di fluido refrigerante che si riversa nell’evaporatore attraverso il tubicino capillare dovrebbe aumentare.
Tuttavia, siccome il compressore ha una portata volumetrica massima limitata, ciò comporta un aumento della pressione nell’evaporatore e con essa della temperatura con cui il fluido refrigerante evapora.
Ecco quindi spiegato perché il tuo Sharp “non emette più aria fredda”.
Tra gli altri sintomi di quest’aumento di pressione si ha anche una riduzione del surriscaldamento del vapore di ritorno dall’evaporatore, il cui valore potrebbe anche annullarsi, fino ad avere un possibile accumulo di liquido refrigerante nel separatore liquido/vapore.
Dal punto di vista energetico, se aumenta la temperatura nell’evaporatore, diminuisce la quantità di calore che esso riesce ad assorbire dall’ambiente interno. Calore che poi viene riversato all’esterno dal condensatore.
La regola dei vecchi frigoristi si dimostra ancora una volta corretta! 😀 “Se l’evaporatore assorbe poco calore, anche il condensatore cede poco calore.” Il compressore non fa altro che far circolare il fluido, senza che esso abbia scambi energetici rilevanti. Rendimento dell’impianto basso.
Per ottenere aria fresca bisognerebbe regolare l’impianto in modo da ottenere di nuovo la corretta pressione all’evaporatore.
Il vecchio frigorista di una volta saprebbe come fare 😉
Salve, sto facendo un piccolo studio sulla temperatura del gas caldo in uscita (diciamo dal compressore), e vedendo dunque che temperatura raggiunge il tubicino prima di dissipare calore nel condensatore.. Sa dirmi a cosa è dovuto l’aumento di temperatura? perchè ho notato che diminuendo la pressione del circuito aumenta la temperatura del gas in uscita. Ha mai riscontrato questo problema?
Un’altra domanda.. Sa dirmi la velocità del gas all’interno del circuito? mi servirebbe per calcolarmi la portata del gas.
Grazie mille..se rispondesse a queste domande mi sarà veramente di grande aiuto.
Tanti saluti
Complimenti schema dettagliato e comprensivo mi sei stato molto di aiuto
Io ho un Panasonic inverter 9000 btu da 2 giorni a ora riscalda molto di meno a causa abbassamento della temperatua causata dalla nave,mi ritrovo il motore esterno con il ghiaccio che causa il mal funzionamento di riscaldamento nel salone. Potresti d’armi qualche consiglio? Cosa potrei fare? Grazie. Cordiali saluti
E’ normale. Gli impianti economici sono progettati principalmente per funzionare in estate come refrigeratori invece che in inverno come pompe di calore.
Effettuano i cicli di sbrinamento tramite un breve periodo di funzionamento a ciclo di refrigerazione con ventilatore interno ed esterno fermo, ovvero immettendo nel radiatore esterno il fluido caldo in uscita dal compressore. Tuttavia, la quantità di calore recuperabile con questo sistema è limitata e, se all’esterno la temperatura è troppo rigida e l’umidità relativa elevata, potrebbe non essere sufficiente.
Controlli sul manuale di uso e manutenzione che la temperatura esterna sia compatibile con l’intervallo operativo del suo impianto.
Controlli che il suo impianto esegua i cicli di sbrinamento.
Fatti questi controlli, posso solo consigliarle di collocare l’unità esterna libera da eventuali ostruzioni (ben lontana dalla parete) in modo che il maggior flusso d’aria contribuisca a ridurre la formazione di brina.
salve il mio condizionatore va bene ma ce un piccolo problema.
le tre velocita non e molto veloce di riscaldare scalda e di raffreddare pure solo il motore non e soddisfacente E un Vortice 12 m.
da dove dipende poco rendimento delle velocità
grazie
Emanuele
Qualcosa non va.
Articolo semplice ed efficace.
Ottimo lavoro.
Cosa potresti aggiungere in merito al controllo che attua la centralina per avviare lo sbrinamento dello scambiatore esterno?
Questo dovrebbe risultare dall’inefficienza dell’evaporatore. Come è valutata?
Molto interessante l’esposizione.i commenti e gli schemi sia elettrici che meccanici danno una giusta idea dell’ interesse da parte vostra nell’esprimere a noi mortali determinate conoscenze .Grazie
Salve, vorrei avere una dritta! Il mio Condizionatore .ma la sonda sensore di temperatura dell’aria in ingresso nello split, e situata nel tubicino in rame che è saldato alla serpentina del radiatore? Quello , se è fuori dalla sede può compromettere il funzionamento? Perché l’ho trovata fuori dalla sede e quindi aveva sempre problemi ! Quali problemi potrebbe creare?grazie mille
Salve, vorrei sapere (più o meno) che temperature raggiunge il fluido sia nello “split” interno sia nella parte esterna del condizionatore.
Grazie il anticipo
(Complimenti per l’articolo, é fatto molto bene e soprattutto con le foto rende tutto semplice e chiaro da capire!!)
Non c’è un valore di riferimento, dipende dall’intensità degli scambi termici.
La maggior parte dello scambio termico avviene durante le transizioni di fase e “più o meno” gli impianti di climatizzazione sono progettati in modo tale che l’evaporazione avvenga a 10~15°C in meno rispetto all’aria del locale da raffreddare, mentre la condensazione a 10~20°C in più rispetto all’aria esterna.
Altre temperature importanti da misurare sono: surriscaldamento in uscita compressore, sottoraffreddamento del liquido in uscita condensatore e surriscaldamento del vapore di ritorno dall’evaporatore.
Ovviamente sei hai un impianto ad inverter la differenza di temperatura sarà maggiore nel funzionamento a pieno carico che a carico ridotto. Puoi misurare la potenza assorbita dal tuo impianto usando una pinza amperometrica.
Hai fatto una domanda intelligente, poiché conoscendo le temperature a regime (10 min di funzionamento costante) e riportandole sul diagramma pressione-entalpia del fluido frigorigeno, puoi fare una buona diagnosi del tuo impianto: rendimento, presenza di aria, troppo o poco fluido, compressione inefficiente, eventuali ostruzioni alla valvola di laminazione etc.. per spiegare come interpretare il diagramma p-h ci vorrebbe un altro post.
Spero di esserti stato utile,
Saluti.
grazie …sei stato bravissimo complimenti
Buongiorno, ho un condizionatore split tre elementi EcaTechnology . Il mio problema è che uno split SPLIT TYPE AIR CONDITIONER ETVM0901HS10 385001032 pur partendo la ventilazione non da il consenso all’unità centrale per la refrigerazione; gli atri due funzionano correttamente.
Ho fatto il test di funzionamento è l’errore è risultato il seguente:
– un lampeggio verde al 4 lampeggio rosso per poi ripetersi ciclicamente.
– La diagnosi sarebbe “ Sonda batteria scollegata” cioè di quale sonda si tratta e dove si trova?
Grazie
Buongiorno, vorrei fare una domanda
l’anno scorso mi è stato montato un climatizzatore dual split della mitshubisci. Però mi hanno montato una unità esterna trial e due unità interne 9000 + 18000.
Il problema è che in fase di raffrescamento non esce un’aria fredda ma fresca, insomma raffredda poco. Può essere colpa della macchina esterna trial montata con due split?
No, hai solo un’unità esterna sovradimensionata rispetto alle tue esigenze.
Sicuro che sia un comportamento anomalo?
Se nella stanza hai una temperatura prossima a quella impostata,
potrebbe essere la centralina elettronica che riduce la portata del circuito frigorifero in modo tale da non causare malanni alle persone ed evitare di assorbire potenze elevate dalla rete elettrica.
Ma se l’unità esterna contiene gas per 3 unità interne utilizzandone due ha del gas 9in piu o no.
Ho anche notato che accendendo le due unità insieme sembra rinfrescare di piu, però non l’aria non è bella fredda
Salve,
ho un impianto di climatizzazione LG con 3 splitter.
Uno di questi mi è andato nuovamente (successo diverse volte) in blocco.
Ora funziona ma non fa freddo e quando era in blocco la luce power lampeggiava 4 volte e successivamente la luce plasma lampeggiava 2 volte e così in alternanza. Ho spento l’interruttore generale e riacceso ma lo splitter non manda aria fredda.
E’ possibile che il problema dipenda dalla scheda elettronica, dalle elettrovalvole, …
Buongiorno,
da profano, vorrei chiedere se i condizionatori domestici veicolano aria esterna verso l’interno della stanza dove sono installata. In caso di fumo esterno è possibile accendere il condizionatore?
Grazie
Bell’articolo molto interessante. Il mio problema è che l’unità esterna in realtà è collocata all’interno di un magazzino dove velocemente raggiunge temperature “infernali”. Ora capisco perché gli split dopo poco smettono di raffreddare. Un tecnico ci ha suggerito di convertire il sistema in un sistema ad acqua tramite una modifica all’impianto. Avete idea se si tratta dell’intervento corretto? Ci sono altre soluzioni? (L’unità esterna non possiamo collocarla all’esterno perché il condominio non ce lo lascia fare…)
Complimenti! Articolo semplice e completo. Vi chiedo aiuto: il mio clima un Vortis vint 9000, segna cod. Errore F4 a detta del fornitore corrisponde ad”Guasto del sensore di temperatura di scarico” potreste dirmi dove posso trovare il sensore sull unità esterna e se nel caso deve esser sostituito con uno originale. Grazie per il vostro supporto
Buongiorno, ho un condizionatore portatile della argo mod Dados 9000 che da qualche giorno, il compressore stacca e attacca ogni 20 secondi.
Ho notato che il compressore è bollente, quasi da non riuscirlo a toccare. E’ normale?
Grazie
Una informazione: l’aria che esce dall’unità esterna del condizionatore.. è molto calda?
Perchè vorrei capire se l’unità si potrebbe posizionare sulla facciata esterna, proprio sotto il tetto in legno. In pratica il legno sarebbe distante dalla griglia dell’unità circa 30 centimetri. Cosa ne pensate?
Complimenti per l’articolo e soprattutto per l’uso consapevole dei termini (entalpia, calore latente, calore sensibile ecc.): veramente molto chiaro.
Vorrei porle una domanda la cui risposta non riesco a trovare da nessuna parte nei forum specializzati.
Funzionando in modalità raffreddamento o riscaldamento, la temperatura impostata sul telecomando dovrebbe essere l’obiettivo di temperatura che (fisica permettendo) l’ambiente interno dovrebbe raggiungere. Mi chiedo quale sia il senso di impostare la temperatura in modalità deumidificazione, visto che in questo caso l’obiettivo primario è quello di raggiungere una certa umidità relativa dell’ambiente interno. Dato che questa è funzione della temperatura (e della pressione), capisco che impostare una temperatura ha una certa correlazione, ma non mi è chiaro il valore di umidità relativa che il condizionatore intende raggiungere in base alla temperatura impostata sul telecomando. Le sarei grato per qualunque suggerimento.
Salve e complimenti. Argo wall 12000 BTU. in fase di raffreddamento non esce aria fredda ma fresca., mentre dal motore l’aria è tiepida-caldina. Dal tubo di condensa esce poca acqua. Mentre in fase deumidificazione la condensa è maggiore e abbondante. Installata da un tecnico specializzato. Mi sono rivolto al tecnico dell’assistenza Argo che constatato il regolare carico e pressione del refrigerante (quindi si esclude una perdita), sostiene che sarebbe opportuno svuotale l’impianto, lavarlo e ricaricarlo. Leggendo il suo articolo mi sembra che il problema possa risiedere altrove. Gradirei un parere al fine di invitare il tecnico Argo a valutare altre soluzioni. Dispongo di un altro condizionatore da 15 anni di fascia media-bassa quindi sono in grado di distinguere le differenze di prestazioni. Grazie
Ho un impianto dual split Bayer nebula da 12000 btu e tutto OK, in altre 2 camere ho montato un dual split identico al primo solo che è da 9000 btu .questo in funzione non mi crea acqua di condensa rispetto al 12000. Chiedo quali motivi ci sono tenendo contro che l’ambiente si raffredda comunque. Grazie
ciao,
volevo chiederti se è fattibile e conveniente a sostituzione del motore ventola unita interna.
infatti il mio samsung SH09APG all accensione mi da errore E3 (motore fan interno).
è facile da sostituire? dove posso trovare la procedura e il codice del motore?
grazie
carlo
oggi 21/10/17 Grazie al tuo articolo ho provato a sostituire il condensatore di spunto del mio dual split 12+12 di 13 anni ormai dato per spacciato da tutti i soloni da me interpellati anche per via del gas R22 a loro detta introvabile.
al posto del condensatore da 29 mf ho messo uno da 20 e in parallelo uno da 10 recuperati da lavatrici. Il motore è ripartito d’incanto. PS l’unità è dotata di due motori separati.
spero di aver fatto bene un GRAZIE al relatore di questo articolo
Ben fatto!
Spesso i guasti sono più di tipo elettrotecnico o elettronico che di tipo meccanico, un buon tecnico frigorista non dovrebbe trascurare lo studio di queste discipline.
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Per quanto riguarda l’R22, a causa del basso, ma non più accettabile, effetto dannoso sulla fascia d’ozono,
http://www.inchem.org/documents/icsc/icsc/eics0049.htm
http://www.linde-gas.com/en/products_and_supply/refrigerants/hcfc_refrigerants/r22/index.html
ne è stata vietata la vendita a partire dal 2010 e l’uso per ricariche dal 2015 anche se riciclato o recuperato.
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L’R22 è tecnicamente un buon refrigerante, prima che si incominciasse a parlare “seriamente” di riscaldamento globale e buco dell’ozono, si riteneva di aver finalmente trovato un sostituto perfetto ai più dannosi CFC.
Se il suo impianto non ha perdite e va bene, se lo tenga, non vale la pena sostituire. Altrimenti, riparata la perdita, si può pensare di cambiare il refrigerante (operazione che viene chiamata retrofitting) con uno alternativo, con caratteristiche termo-fisiche vicine a quelle del R22.
E’ un’alternativa più ecologica rispetto alla rottamazione e acquisto di un impianto nuovo
ed è altresì consigliata (soprattutto nei grossi impianti) per rispettare l’ambiente, prima che si verifichino perdite e l’R22 si possa disperdere in atmosfera.
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Anche io ho un impianto dual split simile al suo ma con qualche annetto in più.
Avevo una micro perdita, il tecnico che chiamavo mi diceva non era conveniente cercarla, si limitava al rabbocco e ci davamo appuntamento all’anno successivo e 50 euro.
Riparata la perdita ho eseguito il retrofitting.
L’impianto lavora bene.
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Approfitto dell’argomento introdotto per scrivere qualcosa sul retrofitting dei piccoli impianti ad R22.
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Premesso che un altro fluido con caratteristiche perfettamente identiche al R22 non esiste,
il mercato offre diverse alternative compatibili, ognuna che necessita qualche piccola modifica da apportare all’impianto. I fluidi sostitutivi più usati sono l’R407C (clima) e l’R422D (medio basse temperature).
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L’industria ha scelto l’R407C per sostituire l’R22 nella piccola climatizzazione, poiché, avendo nella zona di temperature richieste dai condizionatori pressioni di funzionamento, densità e viscosità simili all’R22, ha permesso di usare la stessa componentistica.
http://www.mistralassociates.com/ph/r407c-ph.html
http://www.mistralassociates.com/ph/r22-ph.html
Forse, addirittura gli stessi impianti che prima venivano venduti con R22 sono stati rivenduti con R407C.
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Gli inconvenienti principali dell’R407C sono che
1) è una miscela ternaria di R32, R134A, R125 a carattere azeotropico, quindi, in caso di fughe ciò che resta nell’impianto si arricchisce del componente meno volatile. Non si potranno fare rabbocchi. Per ripristinare la giusta composizione della miscela bisognerà sostituire tutta la carica. (nei grossi e vecchi impianti dove le fughe sono inevitabili, si parla di quantità cospicue e, soprattutto, che hanno un costo. Preferibilmente si opta per altri refrigeranti sostitutivi.)
2) non si miscela con gli oli minerali generalmente usati con l’R22 ma necessita di oli sintetici di tipo POE.
3) Indurisce e fa restringere le guarnizioni plastiche usate con i CFC e gli HCFC (tipo l’R22). Si possono avere perdite da o-ring e paraoli. (Inconveniente che non si presenta nei piccoli impianti ermetici dato che tutti i componenti sono saldati o flangiati)
4) Essendo una miscela azeotropica, fissata la pressione, il passaggio di stato della miscela non avviene a temperatura costante, ma varia al variare della composizione dei componenti tra fase liquida satura (bubble point) e vapore saturo (dew point). Questo fenomeno è chiamato nel linguaggio tecnico “glide”, riduce un po’ l’efficienza degli scambiatori e bisogna fare attenzione ad esso nella regolazione del surriscaldamento della fase vapore. (Può creare qualche problema con centraline elettroniche programmate per R22 in modo particolarmente pignolo)
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Adattare l’impianto al nuovo refrigerante non è molto complicato, ma bisognerà attrezzarsi di cannello per dissaldare alcune parti e di tutti gli strumenti necessari al recupero del vecchio R22, all’esecuzione del vuoto, alla ricarica e alla messa a punto.
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L’operazione più antipatica e macchinosa consiste nel dissaldare la boccia del compressore dal circuito per poter fare il cambio d’olio.
Non è necessaria la sostituzione completa, basta anche solo un 20% di POE per garantire la miscibilità.
Sebbene molto consigliato il cambio d’olio, i piccoli impianti con compressore ermetico sono ben differenti dai grandi impianti industriali, l’olio non va in circolo nell’impianto ma rimane nella boccia. C’è chi ignorantemente da quanto scritto nei manuali ha fatto il retrofitting ad R407C mantenendo il vecchio olio, con successo e senza riscontrare problemi.
Nonostante questi casi, l’uso di un olio compatibile è comunque raccomandabile perché non possiamo prevedere come reagirà il vecchio olio e, dopo anni, un cambio d’olio non può che fare bene.
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E’ anche altamente consigliato approfittare dell’impianto scarico per la sostituzione del filtro disidratatore con uno nuovo e adatto all’R407C. Ciò è necessario per assorbire eventuale umidità presente nell’olio (che è molto igroscopico) e introdotta nell’impianto con la precedente operazione,
per assorbire eventuali acidi fluoridrici formati dalla reazione tra l’umidità e l’ HFC (R407C) e
gli acidi e i residui prodotti con le saldature.
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In linea teorica, la valvola di laminazione “andrebbe” sostituita. A parità di diametro, ci sarebbe bisogno di un tubicino capillare un po’ più lungo, perché l’R407C ha una vischiosità un po’ più bassa dell’R22 e a parità di temperature di funzionamento, la differenza di pressione tra condensatore ed evaporatore è un po’ più alta.
Ne conseguirebbe una portata maggiore, compensata in parte dal fatto che R407C liquido ha un volume specifico un po’ più grande di quello dell’R22 mentre i vapori ne hanno uno simile.
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La scelta di una nuova valvola di laminazione non è facile. Dunque, si mantiene la valvola vecchia e si regolano le pressioni/temperature del circuito variando la carica.
Si procede con l’operazione di carica fino ad arrivare a circa l’80% di quella segnata sulla targhetta dell’impianto per l’R22, quindi si aggiunge refrigerante poco alla volta fino ad ottenere il funzionamento migliore riscontrabile. 3~4% di refrigerante in più o in meno hanno un sensibile effetto sulle prestazioni.
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In generale,
tubicino capillare e quantità di carica giocano un ruolo fondamentale in questa tipologia d’impianti. (si dice che sono a carica critica) Il calcolo matematico di diametro e lunghezza del tubicino capillare in funzione del fluido refrigerante e dei parametri di funzionamento è praticamente impossibile: non possiamo usare l’equazione di Poiseuille per calcolare la portata, il fluido arriva nel tubicino allo stato liquido, ad una certa temperatura, vischiosità, velocità e ne esce freddo, con una altra vischiosità e più velocemente a causa della parziale vaporizzazione.
Nella letteratura tecnica e sui siti specializzati, si trovano delle tabelle empiriche precompilate e programmi che, per ogni fluido refrigerante, danno un suggerimento sulla misura del tubicino da usare. I valori suggeriti variano a seconda della fonte. Quindi, a partire da un valore approssimativo, la cosa migliore è fare la messa a punto sul campo.
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Riassumendo,
sia che si faccia il retrofitting in modo dozzinale o con più accortezza,
l’impianto funzionerà ma la potenza refrigerante non sarà più quella riportata sulla targhetta.
Avere un risultato soddisfacente e duraturo nel tempo dipenderà dalla bravura del tecnico che verrà a eseguire l’operazione e la successiva messa a punto.
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Al di là delle considerazioni tecniche, un chilogrammo di R407C e un po’ di olio sintetico per compressori da climatizzazione costano poco.
Bisogna valutare principalmente l’aspettativa di vita dell’impianto (ci sono impianti ad R22 che funzionano da oltre 30anni), il costo del lavoro e un eventuale, modico, risparmio energetico che si avrebbe sostituendo l’impianto con uno di classe energetica superiore.
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Saluti.
Salve, l’unità interna del mio samsung da 9000 btu, vibra in stand by. Invogliato dal suo articolo, ho tolto la copertura e ho notato che il motorino dietro la scheda elettronica, continua a ruotare lentamente anche in stand by. Inoltre al tatto è caldo. Avviando le normali funzioni (raffreddamento, ventole …) funziona regolarmente. Cosa può essere ?
Grazie per lo schema e la descrizione.
Stavo cercando un chiller per raffreddare dell’acqua di una vasca da un metro cubo circa e ho scoperto, grazie alle info fornite, che posso usare tranquillamente una unità esterna e collegare una serpentina con il gas al posto dell’evaporatore (esattamente come nello schema).
Sistemati quattro cablaggi elettrici provo a farlo funzionare.Grazie
hi il condizionatore split con unita esterna , prima nessun problema, da un po di tempo quando lo accendo prima che l unita esterna impiega a volte ore e altre volte non parte propio , ho fatto fare la pulizia, il controllo dei fluidi ma nulla da fare, da cosa puo dipendere, ringrazio di cuore
buongiorno ho installato un condizionatore confèè 12000 btu inverter. imposto la temp. a 26°c la variazione minima a 24°c la massima a 28°c. praticamente passo da freddo a caldo.
la variazione attorno alla temperatura impostata è di 4-5°c. Essendo in garanzia hanno sostituito UE-UI. Problema non risolto. Vorrei un consiglio, grazie.
Buongiorno, chiedo se per montare uno split a parete c’è una norma che vincola le misure di fissaggio, in special modo l’altezza dal soffitto, oppure è a discrizione del proprietario di casa.
Distinti saluti Franco Golinelli
È possibile far funzionare anche se non al massimo della resa una inverter senza valvola modulatrice, eliminata perché bloccata?
Posso sostituirla con una laminatrice artigianale?
Chiaramente non al massimo della resa e sottintendendo che la vecchia valvola rimanga collegata elettricamente per non generare errori nel check.
Grazie e saluti.
è possibile vedere schematizzato un impianto
multisplit?grazie
Complimenti per l’articolo,
ma come funziona invece in un condizionatore multisplit la separazione del fluido quando sono in funzione più split contemporaneamente?
In caso di malfunzionamento di uno split, si potrebbero chiudere i rubinetti e lasciare lavorare gli altri? Bisogna scaricare del fluido?
Grazie
è proprio una descrizione accurata e per questo competente !
Ciao, ho trovato il tuo articolo molto interessante.
Vorrei, se possibile, da te un consiglio in merito ad un problema che si è presentato oggi.
Da uno split Daikin (ultimo modello) installato da appena 1 anno, in modalità automatico solo ventola, esce un odore poco gradevole, da cosa può derivare?
Attendo una tua risposta, grazie.
Ciao, spiegazione chiarissime ed utili, ho da farti una domanda visto che sei cosi’ preparato.
Ho un quadri split della lg nel trasloco è uscito dell’olio dai rubinetti lasciati aperti, di certo devo rifare la ricarica del gas, ma con l’olio perso come faccio visto che non so neanche quanto ne ho perso e non saprei soprattutto dove metterlo. Se mi puoi aiutare mi faresti un grande favore, saluti ALex e ancora complimenti!
Pur avendo sostituito il condensatore sono costretto a far partire la vendola con un leggero invio. Mi spiegate perche?
Io ho un dual e motore esterno 2 tubi freddi e 2 caldi ogni tanto se gli do dei colpetti parte ma poi si scaldano di nuovo elettrovalvola? Condensatore?cosa può essere uno split raffredda e l’altro no
Complimenti per l’ottimo articolo.
Ho necessita’ di sostituire in filtro molecolare disidratatore, apparentemente completamente ostruito, la causa presumo sia stata l’uso di un turafalle l’anno scorso, adesso le cartelle sono state rifatte ex novo e sembra non ci siano piu perdite.
Il mio problema non disponendo di cannello acetilene ossigeno, ho provato a dissaldare il filtrino con cannellino butano-propano ma senza successo, la mia domanda e’ potrei riuscire a dissaldare e saldare il nuovo filtro con un cannellino a gas MAPP? Oppure serve per forza acetilene-ossigeno?
buongiorno
Ho acquistato un appartamento e ho fatto fare una ristrutturazione completa: pavimenti, impianto idraulico per caloriferi, bagno nuovo, creato cucinino, fatto controsoffittatura e fatto installare condizionatore esterno con 2 split . non capisco perche’ mi hanno messo la pompa per lo scarico di condensa. Uno dei 2 split e’ nella camera da letto e la pompa si accende ogni minuto impedendomi di dormire. Era possibile evitare queste pompe?
Grazie
Distinti saluti
Buona sera.
Ho fatto installare di recente un condizionatore da 12.000 btu nel soggiorno. Succede che dopo un certo tempo di funzionamento si innesca un rombo che continua anche dopo che ho spento l’impianto con il telecomando. Ho notato che il rombo si innesca abbassando l’impostazione della temperatura ambiente . A volto il rombo è veramente eccessivo e si disattiva disalimentando la macchina e rialimentanxola con l’interruttore on-off. L’installatore è i ferie e mi ha detto di aspettare il rientro. Cosa può innescare il rumore che si innesca. Ringrazio e saluto Mario
Suggerimenti su dove aquistare il filtrino disidratatore? Link
Buongiorno. Ho un condizionatore Natatomy che da sei anii funziona benissimo sia estate che inverno.
Quest’anno invece, nel periodo di gran caldo, la ventola ogni tanto si fermava per poi ripèartire dopo 15 min. circa (nel frattempo l’aria diventava non calda ma “normale come da ventilatore. Sono venuti i tecnici dicendo che era finito il gas. Rimesso il gas….dopo mezzora la ventola si riferma. Tornano i tecnici….da cambiare il morore della ventola perche , dicono, che girando senza gas la ventola si e rovinata..???.
Mi puo dare delucidazioni?
Cordiali saluti
P.S. il motore della ventola ….non si trova…
Molto interessante grazie ! Mi interesserebbe sapere cosa genera rumore nel funzionamento ( compressore o ventole) e se ci sono tecniche per contenerlo o scelte costruttive differenti che rendono alcuni apparecchi meno o più rumorosi ? Se non sopportassi più il vicino, che ha un grosso condizionatore sul tetto, lo uccido (metaforicamente parlando) o posso dargli qualche consiglio per adeguare l’impianto ?
Ottimale come descrizione, mi trovo assolutamente d’accordo che la macchina frigorifera e/o pompa di calore è abbastanza complessa. A tale proposito segnalo un problema su un impianto dual dove lo split più piccolo da 9000 btu non scalda come l’altro da 12000 . Al tatto la temperatura del tubo piccolo ( ritorno fluido refrigerante) è decisamente più “fredda” rispetto allo split da 12000 che funziona regolarmente e benissimo sia in raffreddamento che riscaldamento. Che tipo di problema si potrebbe riscontrare in un impianto simile dual?
Salve io ho un problema…ho un condizionatore radi dal splut 18000…quando lo accendo uno dei due si stacca è fa lo sbrinamento ogni 40minuti e l altro resta acceso ma butta aria fredda…cosa può essere?grazie un anticipo della risposta
In un trial le tre linee tubo che vanno alle unità interne sono separate tra loro? Se su una linea c’é una perdita si scaricano anche le altre? Se sono separate il vuoto va fatto su ogni linea?
Grazie per un eventuale risposta.
Il mio condizionatore Unical quando lo accendo parte subito la ventola molto velocemente. Poi schiaccio on e parte ma sempre con la ventola molto veloce. Quando premo off la ventola continua a girare fino a che non stacco la corrente. Quale tecnico esperto mi può aiutare?
ciao ho un inverter sansung,un motore esterno e 2 split. vorrei sapere se li posso accendere separatamente, in pratica devono essere accesi tutti e due oppure uno.
Salve ho un problema con un condizionatore airwave 18000 btu, se lo uso per raffreddare va che è una meraviglia ma appena lo metto in modalità pompa di calore , l’unità esterna parte ma al momento che parte lo split interno va tutto in blocco e non funziona più.
Per sbloccarlo ho scoperto che basta riscaldare l unità esterna con un phon.
Colgo l occasione per augurarla BUONE feste
Ho un impianto con 3 split e unità esterna che avevo in negozio andava a metano .ora è smontato vorrei montarlo a casa dove ho gpl e camino legna che mandano i termosifoni. Posso montarlo inserirlo nell’ impianto di riscaldamento per scaldare prima gli ambienti?
Ciao volevo esporre un anomalia del mio condizionatore haier in modalità riscaldamento non funziona la ventola dello split per distribuire l’aria calda ma la temperatura sale fino a 35 gradi e il compressore attacca regolarmente io ho pensato a un guasto al sensore di temperatura interno
Salve,
articolo FAVOLOSO!
Avrei una domanda:
a che velocità gira il gas all’interno del circuito? E a quanto specialmente appena fuori dell’imbocco del compressore?
ottimo lavoro di spiegazione chiara e semplice,mi è stata molto utile
Complimenti ! Mi sei stato molto di aiuto! Grazieee!
salve ho un climatizzatore che dopo averlo acceso fa scattare il magneto termico ……. da cosa può dipendere ?
L’interruttore magnetotermico scatta per un assorbimento di corrente maggiore della sua “portata”.
Motore sotto sforzo
Motore bloccato
Vale sia per ventola che per compressore…
Controlla gli assorbimenti (se ne hai la possibilità) oppure metodo empirico, scollega prima uno e poi l’altro (ventola e compressore) e guarda se scatta ancora….
Domanda:perché il mio split Mitsubishi non produce più condensa e se la produce e la scarica in casa attraverso la parte inferiore? Temp. Est. 32 split regolato a 26. Grazie
Scarico condensa otturato
Salve io ho un climatizzatore che non parte il compressore la ventola gira ma il compressore non parte
Ho cambiato il condensatore che si trova sopra il compressore ma non parte lo stesso mi potete aiutare cosa può essere il problema grazie
Interruttore termico sul motore?
Motore bruciato?
Prova ad alimentare direttamente il motore/compressore e vedere se funziona…
Bravissimo
Complimenti per l’articolo, ne approfitto per chiedere supporto, ho fatto installare un condizionatore nuovo a ottobre dello scorso anno e l’ho acceso per la prima volta a giugno del 2019, il problema è che si ghiacciano i tubi esterni nella vicinanza del motore.
Il tecnico mi ha cambiato tutta l’unità esterna ma senza risolvere il problema adesso mi dice che i guasto è dovuto al mio impianto di casa (predisposizione con tubi interni) dovuti allo schiacciamento di qualche tubo, è possibile secondo te ? non avrebbe dovuto verificare il tutto prima di installare il condizionatore ?
Grazie ciao
EM
Ottimo articolo
molto interessante e ben fatta questa pubblicazione.
vorrei approfittare per sottoporle un quesito:
vorrei disabilitare su uno split il funzionamento della ventola, ma staccando i contatti dalla scheda l’unità esterna (che è quella il cui funzionamento mi interessa) non parte, secondo lei come potrei bypassare il blocco (apparecchio inverter BAXI luna 24000 btu). Grazie
Si può aggiungere all’ uscita del compressore , ma prima del condensatore ( radiatore ) un bollitore x ACS ? Capterei calore che altrimenti getterei in ambiente . ovviamente parlo mentre lui è in FARE FREDDO IN CASA !
Si, certo, già esistono in commercio sistemi a pompa di calore per fare acqua termosanitaria e negli impianti industriali spesso si recuperano i cascami termici. Nulla d’impossibile.
La soluzione da te proposta è fattibile. Lo scambiatore per l’acqua calda andrebbe opportunamente dimensionato a seconda delle necessità e dovresti in ogni caso predisporre dei sistemi di sicurezza, ad esempio un bypass, per evitare di fare acqua bollente, e di regolazione della temperatura dell’acqua, perché la temperatura in uscita dal compressore può superare i 100 gradi. Insomma, andrebbe riprogettato il climatizzatore.
Ciao molto illustrato io ho un problema d’estate il condizionatore ha funzionato perfettamente e prima del freddo ho provato il aria calda e funzionava bene ora con la stufa a pellet accesa il condizionatore il camera lontano dalla stufa non mi manda aria calda ho letto che può dipendere da bassa tensione è possibile? Ciao
bravo e grazie per l’impegno .mi incuriosisce sapere il perchè .cè differenza dei diametri dei tubi tra mandata e aspirazione! visto che il ciclo e reversibile.
a prescindere della risposta grazie
saluti
pasquale cimmino
Chiedo scusa m se c’è un dislivello tra macchina esterna e interna ( esterna più alta di interna) o viceversa, devo realizzare un sifone sulla tubazione di ritorno???
Mi è stato installato un clima mitsubishi con una unità esterna e una intera.
Ho posizionato il telecomando ad una altezza di 1,5 mt e distante circa 3,5 metri dall’unità interna. Ho regolato la temperatura sul telecomnado a 26 gradi. Quando la stanza arriva a 21 gradi la seconda spia che indica la potenza più elevata si spegna e rimane solo una spia. E’ possibile che ci sia questa differenza?
Grazie per la risposta e buona giornata
Salve complimenti molto ben spiegato. Certo per chi come me è autodidatta è davvero motivo di apprendimento Grazie Franco
Buongiorno. Vorrei utilizzare la o le batterie di scambio dello split per una applicazione personale e vorrei sapere se gli attacchi di entrata e di uscita sono compatibili con i raccordi che di solito sono usati in idraulica. Grazie per la risposta.
Salve bel forum con spiegazioni chiare ma non ho trovato quello che cercavo. Ho un’informazione da chiedere. Ho 2 climatizzatori da 12000 e 9000 btu installati in 2 locali diversi di circa 30mq il 12000 e di circa 20mq il 9000. Utilizzati per riscaldare l’ambiente il 12000 emette aria molto calda e funziona benissimo il 9000 emette aria molto meno calda e non riesce a scaldare. Quale potrebbe essere il problema?
Grazie per l’attenzione
Salve,sono disperata, cinque anni fa il mio idraulico durante la ristrutturazione dell’appartamento mi fece l’impianto per aria condizionata, sbagliando tubi interni nelle pareti, anziché tre tubi piccoli e tre grandi, sono tutti e sei piccoli, come posso fare? Devo trovare una soluzione perché l’appartamento è esposto al sole ed è molto caldo, un altro idraulico mi sta consigliando di mettere uno split anche se l’impianto è sbagliato , Ma la mia domanda è funzionerà? Mi dia un consiglio per favore Luciana